L'AZIENDA CASEARIA

BREVE STORIA

Antonio Carpenedo e i figli Ernesto ed Alessandro, titolari dell'azienda "La Casearia s.a.s.", provengono da una vecchia famiglia di commercianti appassionati stagionatori di formaggi. Forti di altre trent'anni di esperienza nel settore lattiero-caseario si dedicano oggi alla produzione di formaggi innovativi quali "L'Ubriaco®", il "Brillo di Treviso®", il "Sottocenere Aromatizzato al Tartufo", lo "Speziato" e i formaggi cosiddetti "Barricati". la ditta si dedica inoltre alla ricerca e alla valorizzazione di piccole produzioni di alto livello qualitativo.

In un mondo che corre sempre più veloce, dove profumi, sapori e colori si perdono tra le lancette dell'orologio e tra l'irrefrenabile business, c'è un "regno", a Camalò, così lo hanno definito i giornalisti, dove l'amore vero per il proprio lavoro, la fantasia, la continua ricerca ed il recupero ed il rispetto delle tradizioni, diventano vera arte.Arte dove non solo l'esperienza ma anche creatività e fantasia trovano ampio spazio. La nostra azienda continua il suo percorso nell'affascinante mondo del formaggio fin dal tempo in cui per comprarlo lo si barattava con altri generi alimentari.

La Storia ha inizio nei primi anni del 1900 quando Ernesto Carpenedo, padre di Antonio cominciò a lavorare come "casoin" (termine dialettale che indica la figura di venditore di formaggio) nella bottega del paese di Preganziol (TV). Non erano certo tempi d'oro, ma passione e impegno permisero di creare le basi per una solida azienda che passo poi nelle mani del figlio.

Antonio con vent'anni di caseificio alle spalle si dedica dal 1976 all' affinamento, fu proprio in quell'anno infatti che immerse le prime forme di formaggio nei tini di vinaccia, nascendo così il formaggio Ubriaco.Da quell'anno comincia il suo splendido percorso come affinatore, dove tutta la sua voglia di fare e la sua fantasia si trasformano in prodotti unici firmati dalla passione e dall'esperienza. Oggi grazie anche alla collaborazione dei figli Ernesto e Alessandro "i Formaggi di Cantina di Antonio Carpenedo" sono apprezzati non solo in Europa ma anche oltreoceano.

L'AFFINAMENTO

Era il 1917 l'anno tremendo della grande guerra e della rotta di Caporetto, quando il fronte italiano, sotto la spinta delle formazioni austro-ungariche, arretrò in pochi giorni dal Carso al Piave.
In quei luoghi, già da tempo, la popolazione era gravata non solo dai sacrifici che una guerra comporta, ma anche dal peso di dover sostenere, con i viveri già scarsi che la campagna produceva, le truppe che si avvicendavano, ordinando sempre più frequentemente gli "ammassi" cioè la consegna obbligatoria di grande quantità di cibo destinate al sostentamento dei soldati.Le scorrerie di bande disperse aggravavano poi la situazione, costringendo i contadini, che a quel tempo vivevano in nuclei familiari di oltre quaranta persone, ad aguzzare l'ingegno per salvare dalle razzie il cibo necessario per l'inverno.
Qualche ignoto contadino, nella zona del Piave in provincia di Treviso ebbbe dunque l'idea di sottrarre alla vista degli uomini in grigio verde le tome di formaggio appena prodotto, che stagionavano, dopo l'estate, sulle rastrelliere delle cantine. Era autunno il tempo della vendemmia. E allora perché non nascondere qualche forma nei tini del mosto, sotto le vinacce in fermentazione? Un sotterfugio disperato, rivelatosi poi geniale. Il formaggio venne dunque nascosto nei tini e lasciato lì per settimane.
Non si contava che su un risultato: avere ancora qualcosa da mangiare, anche se a scapito del sapore.

Invece quando le forme vennero estratte dai tini, la scoperta più entusiasmante fu che il formaggio non aveva perso nulla, ma aveva acquistato colore, profumo e sapore particolari.
Nel vino, infatti il formaggio era ringiovanito , la pasta aveva acquistato morbidezza e un colore paglierino, il gusto era diventato originalissimo, tra il fruttato ed il piccante: una vera gioia per il palato. Nel 1976 rispolverando questa tradizione contadina la nostra azienda cominciò a produrre questo formaggio che per la sue peculiarità chiamammo "UBRIACO".
Oltre alla vendita diretta nello spaccio del nostro caseificio, pensammo di proporlo a qualche negozio specializzato che timidamente lo presentarono nei loro banchi . Con il passare del tempo questa produzione divenne sempre più importante spingendo Antonio Carpenedo a lasciare l'attività di casaro per dedicarsi esclusivamente all'affinamento..
Questa decisione gli permise di avere più tempo per lasciar venir fuori tutta la sua creatività.Ecco che cominciò sperimentazioni su sperimentazioni, a plasmare veri e propri capolavori.
"I Formaggi di Cantina": La gamma degli Ubriachi e davvero ampia, e tutti si distinguono per le diverse caratteristiche date dalle variegate tipologie di formaggio e naturalmente dalle diverse vinacce utilizzate. Per quanto ci è possibile cerchiamo sempre di rispettare il territorio scegliendo il vitigno della stessa provenienza del formaggio, ma ciò non toglie che unioni davvero interessanti possano avvenire da provenienze diverse ma sempre di altissima qualità.

La varietà di Ubriachi ci permette di degustarli non solo come aperitivo ma anche come un gustoso dessert in abbinamento a un calice di passito.
La linea dei Formaggi di Cantina comprende anche una serie di formaggi chiamati barricati, ovvero affinati in barrique, dove restano per parecchi mesi sotto un attento controllo della TUTA che sono le iniziali di Tempo Umidità Temperatura e Ambiente Questi valori sono fondamentali poiché è qui che si basa l'arte dell'affinamento. I Formaggi barricati si contraddistinguono per un intensità di profumi e sapori davvero unici.

L'ispirazione per il "Vento d'Estate", uno dei "barricati", ovvero affinati in selezionate botti di rovere francese, venne nel mese di Luglio 98, quando Antonio e la moglie Giuseppina scendevano il Grappa, dopo essere andati a prendere alcune forme di Morlacco d'Alpeggio, e trovarono sulla loro strada un trattore con un carro di fieno , il quale emanava un profumo fantastico, così lo sorpassarono e lo fermarono per comprarne un po', il tutto tra lo stupore e l'incredulità del proprietario. Il tempo e le molteplici sperimentazioni hanno fatto nascere un formaggio che porta i pieni profumi e gli odori del fieno, propri di una salubre terra di pascoli, di interminabili altopiani dall'aria balsamica. Altrettanto degni di nota sono il morbido e tenue Conciato alle foglie di noce, il Sottocenere al tartufo, il delicatissimo Conciato al pepe nero e molti altri.
Sono formaggi da meditazione che necessitano di essere parlati, spiegati, degustati secondo le regole che quest'arte impone, per regalarsi un momento di piacere percorrendo con l'immaginazione le strade di un tempo.

CACIOBIRRAIO

Il nostro marchio caciobirraio è già in grado di farvi capire di cosa stiamo parlando. Formaggio e birra , stravagante incontro direte voi, si stravagante ma davvero in grado di stupirci. Il pianeta birra ricco di storia e tradizione, ha attirato la nostra attenzione suscitando in noi la voglia di avvicinarla a un altro pianeta, da noi ben conosciuto, quello del formaggio.
È gioioso, divertente ed appagante il potersi sbizzarrire nell'abbinamento tra birre e formaggi, ma ci riserva un brivido particolare affinare un formaggio utilizzando la birra.

Il primo nato è il Ramato, un formaggio morbido di latte vaccino lasciato maturare per parecchie settimane in una birra artigianale doppio malto. Questo formaggio esce dall'affinamento con una nuova veste assumendo una colorazione giallo oro ramato e caratterizzandosi per i suoi sentori di malto e orzo tostato alternandosi alle dolci sensazioni lattee e burrose della caciottina utilizzata. La linea Caciobirraio che è in continua evoluzione è molto apprezzata anche dal pubblico giovanile che con questo formaggio riscopre i gusti di una bevanda da loro prediletta.